Il genocidio nascosto in atto in Sudafrica miete le sue vittime quotidianamente, nella quasi totale indifferenza dei mass-media internazionali e questo stupisce ancor di più quando si pensa che quello stesso Paese in passato è stato al centro dell’attenzione massmediatica per decenni e gli interventi politici internazionali si sprecavano. Che sia per il semplice fatto che oggi sono i bianchi ad essere oggetto di razzismo e non i neri? La storia del Sudafrica è molto articolata, sconosciuta ai più e sicuramente fraintesa. Marco Pannella, l’indiscusso fondatore e leader del Partito Radicale per moltissimi anni, al tempo dell’Apartheid chiarì agli italiani ciò che in quella situazione confusa e di odio il pubblico internazionale semplicemente ignorava, esattamente come lo ignora oggi, che i coloni olandesi che nel 1652 giunsero in quello che oggi è il Sudafrica, durante l’espansione coloniale occuparono terre prevalentemente libere da altri abitanti. L’Apartheid, un sistema di segregazione razziale in vigore dal 1948 al 1991, era conseguenza alla recente emigrazione di africani neri che entravano illegalmente in quello Stato e che formavano una massa enorme di individui privi del diritto di cittadinanza, e andavano a formare la manovalanza a basso costo in quel Paese. Sicuramente una situazione che trova analogie nell’immigrazione invasiva odierna verso l’Europa, voluta da nuovi negrieri pronti allo sfruttamento dell’individuo e alla creazione di masse prive di diritti e di vera identità nazionale. Il Sudafrica del precedente regime viveva in una situazione di forti contrasti sociali e la discriminazione razziale lo rendeva barbarico e temporalmente decontestualizzato dal progresso sociale internazionale dell’epoca. Ma perché oggi un genocidio nel medesimo Paese dell’Apartheid non suscita l’attenzione di giornali e TG? Intanto teniamo in considerazione che il 13 settembre 2007, l’ONU ha adottato la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene ma questa non include i bianchi che, come anticipato, nel caso del Sudafrica sono proprio indigeni… Ma la ragione potrebbe anche essere che se non si tacesse l’argomento, potrebbe emergere l’ovvio fatto che coloro che hanno fondato uno Stato che prosperava, oggi sono in minoranza grazie al suffragio universale che ha posto gli africani neri a maggioranza e quel Paese non prospera più e sprofonda in una barbarie sempre maggiore. Per molti è arduo ammettere che una Nazione funzioni meglio anche per semplici fattori di ereditarietà genetica ma questo è un fattore di cui dobbiamo tenere conto, sebbene oggi non sia ritenuto molto “politicamente corretto” sostenerlo. Così un genocidio passa inosservato perché, nella concezione generale, i razzisti possono essere solo bianchi… Ed ecco che queste false concezioni permettono a una situazione fuori controllo in cui l’anarchia ha trovato il suo volano perfetto, il brutale e selvaggio ripetersi quotidiano di assalti ai bianchi che vengono ammazzati o seviziati nei modi più brutali e atroci dai neri. Che ci sia dietro dell’altro è ovvio, come il volersi appropriare delle imprese agricole che, grazie allo sforzo di generazioni di coloni bianchi, sono ancora prospere, il tutto col sostanziale tacito consenso della politica.
Matteo Cornelius Sullivan
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