Razzismo a Treviso

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Treviso: Razzismo nel Veneto - Un volantino con la scritta calendario venatorio, e con una finta intestazione "Regione Veneto” è stato trovato in un’azienda di Pieve di Soligo, provincia di Treviso la notizia è vecchia, ma come tutte le notizie che riguardano il razzismo e la discriminazione, che non appartengono al nuovo pensare positivo, non ha avuto nessun tipo di diffusione, queste notizie se si diffondono non devono superare la dimensione locale.

Ma veniamo al volantino, che dice: "Le regioni italiane comunicano lapertura della caccia (tutto lanno) per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kossovari, talebani, afghani, zingari, extracomunitari in genere. Non esiste limite giornaliero di capi da abbattere”. All’elenco delle razze si consiglia l’abbattimento dei capi giovani e la sospensione della”caccia ai comunisti in quanto entrati a far parte delle specie in via destinzione, restando salva la possibilità di cacciarli nelle zone di ripopolamento quali Case del popolo, Coop, centri sociali”.

Le armi consentite, per la "caccia alla selvaggina”, sono:”fucili di ogni genere a più di 5 colpi, carabine di precisione, pistole di grosso calibro”. "In presenza di stormi numerosi – si legge ancora nel volantino – è ammesso anche luso di bombe a mano, obici, mitragliatori automatici, gas velenosi”.

"Ogni mille capi abbattuti – queste le ultime righe – verrà attribuito un viaggio premio di una settimana per tutta la famiglia gentilmente offerto dal ministro Jorg Haider. Al raggiungimento del numero di 2000 capi abbattuti, al cacciatore verrà consegnata la cittadinanza onoraria austriaca”.

Un volantino del genere di una gravità assoluta, non ha trovato nessun riscontro nella società civile, come se questa follia, fosse diventata già normalità, l’unica voce decisa, è stata quella della Cgil di Treviso, che ha segnalato il fatto al Prefetto di Treviso e tramite il suo segretario Paolino Barbiero ha denunciato questo clima di razzismo strisciante nella città di Treviso e a proposito di questo il segretario afferma:”Guai a sottovalutare questi segnali confinandoli alla goliardata .

Di pagliacciata in pagliacciata si marcia spediti verso un clima sociale razzista e xenofobo... Il clima da svolta autoritaria che stiamo vivendo in questi giorni è lhumus putrido su cui cresce e si fortifica, anche nella Marca, la pianta nauseabonda e delirante del razzismo. Le questioni della legalità e della regolamentazione dellimmigrazione - spiega Barbiero - non hanno nulla a che fare con quanto accade qui nel trevigiano, come purtroppo registriamo in altre parti del Paese. Cè una differenza abissale tra il reclamare più sicurezza o anche richiedere una legislazione più severa per quanto riguarda ingressi, clandestinità ed espulsioni, e la xenofobia che ci porta dritti al razzismo, senza dimenticare la piaga dello sfruttamento degli irregolari. Questo è il volantino ritrovato: solo razzismo, solo odio nei confronti di qualcuno per la semplice ragione che si tratta di uno straniero. Alle istituzioni locali – prosegue il Barbieri - chiediamo tolleranza zero e un contributo intelligente a spegnere questi piccoli ma insidiosi focolai di follia”.

Un altro episodio squallido e con la solita risonanza zero, è avvenuto sempre a Treviso .

Due sorelline senegalesi di 13 e 9 anni residenti a Villorba, si erano recate a Treviso per fare dei regalini di Natale, fatte le commissioni, avevano preso l’autobus per ritornare a casa, precisamente l’autobus della linea 1 diretto a Villorba .

Ma alle sorelline, mancava 1 euro, a questo punto l’autista dell’autobus, stando alla denuncia dei genitori, avrebbe detto”Scendete, voi zingari siete così, fate sempre i furbi”. E l’autista le voleva abbandonare alle 18 di domenica nei pressi dell’ippodromo Sant’Artemio .

La bambina più grande ha chiesto di essere multata, ma l’autista non ne voleva sapere e insisteva perché scendessero.
A questo punto un signore, che conosceva la bambina, in quanto insegnante nella scuola dove andava la sorellina più grande, ha dato l’euro di differenza .

Le bambine sono tornate a casa terrorizzate e traumatizzate, non vogliono più prendere l’autobus, gli inquirenti stanno arrivando all’identificazione dell’autista, sarà perseguito per l’episodio di razzismo, se le avesse abbandonate sarebbe stato perseguito per il reato di abbandono di minori.