Roma – Tante le reazioni politiche e non suscitate dalla corsa di Beppino Englaro verso la segreteria lombarda del Partito Democratico. Sulla questione ha espresso i propri dubbi anche il presidente dellItalia dei Diritti Antonello De Pierro, il cui movimento ha in passato appoggiato la posizione della famiglia e di quanti sostenevano inalienabile il diritto di decidere sul proprio trattamento medico opponendosi ad ogni forma di accanimento terapeutico. "Sulla battaglia di Eluana, durata 17 anni, il nostro è stato un supporto silenzioso e non invadente mentre intorno si scatenava il putiferio di una vergognosa strumentalizzazione della vicenda da parte di molte forze politiche - sostiene De Pierro -.
La povera Eluana era diventata involontario simbolo di una battaglia civile che, superati i clamori mediatici del frangente, si è stemperata nelle piccole scaramucce politiche di normale amministrazione”. Il presidente dellItalia dei Diritti aveva chiesto di spegnere ogni polemica dopo la morte della ragazza ma, alla notizia della candidatura di Beppino Englaro, non si trattiene dallesprimere i propri dubbi sullennesima "speculazione di una vicenda che calpesta i nostri valori morali”.
Il movimento di De Pierro, che tutela e difende i diritti dei cittadini, esterna infatti le proprie preoccupazioni per una pratica divenuta consuetudine e che cerca facili consensi speculando sulle disgrazie a forte esposizione mediatica. "Beppino Englaro dovrebbe fare un passo indietro – continua il presidente dellItalia dei Diritti - per il disgusto provocato dallennesima speculazione di una disgrazia usata come passaporto per entrare nelle logiche del potere politico e che si approfitta di confuse aspirazioni esistenziali di soggetti indubbiamente fragili e quindi più facilmente gestibili. Riteniamo - conclude De Pierro - che una consuetudine come questa debba assolutamente essere fermata perché non rappresenta più un eccezione ma un comportamento rituale”.
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