Tevere, mare nostrum

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Roma - "Civis romanus sunt". Questo motto aleggiava nei secoli precedenti all’interno della nostra città delimitata dal fiume Tevere.

Fiume che nei secoli ha perso il suo antico splendore e tradizione. O forse no. Infatti è stata consegnata una petizione con 5.000 firme, e sottoscritta a sua volta, al Vicepresidente del Palazzo Madama Vannino Chiti, per richiedere una legge speciale per il fiume della Capitale affinchè venga risanato e valorizzato sotto il profilo turistico al pari di altri fiumi europei.

Il segretario romano dell’IdV, Roberto Soldà , in merito alla questione afferma: " Avrebbero dovuto consegnare un milione di firme anzichè 5.000. Il Tevere ormai è diventato una discarica abusiva, il livello di inquinamento aumenta quotidianamente, ormai il Nostro fiume ha perso quell’importanza e quell’utilità riscontrata nei secoli. Spero che tale progetto venga attuato al più presto affinchè il Tevere possa tornare ai suoi antichi splendori. Anche perché se viene a diminuire l’inquinamento di tale fiume ne acquisterebbe vantaggio anche altri fiumi che affluiscono con il Tevere stesso."

Inoltre Soldà , sostiene la tesi che il Tevere possa essere maggiormente valorizzato addebitando tale fiume al trasporto pubblico, sulla falsa riga di Venezia, e non soltanto come semplice attrattiva dei turisti, dando così l’opportunità di utilizzo al Nostro fiume per eccellenza, a tutti.