Angelo Mosa: Sulla questione del processo in corso presso il Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di S.A.R. Dom Rosario, principe di Sassonia, Coburgo e Braganza, che si pone come legittimo successore alla Corona di Portogallo, conviene spendere alcune parole. Il processo avrebbe dovuto iniziare il giorno 21 febbraio 2008 ma per l’impedimento di uno degli imputati tutto è slittato al 10 di aprile. Cosa riserverà la prossima udienza non è facile a dirsi dato che gli avvocati del principe hanno in serbo parecchie eccezioni preliminari che dovranno venire sciolte dal collegio giudicante.
Tra le eccezioni, certamente una rischiosa per il Tribunale sarà quella della competenza territoriale che, se accolta, farà retrocedere il processo alla fase delle indagini preliminari e tutto dovrà ricominciare da capo. Se invece il Tribunale riterrà di mantenere la competenza a giudicare, dovranno venire accolte le liste dei testimoni presentati sia dalla Procura della Repubblica che dalle difese.
Qui le sorprese non mancheranno di certo dato che il Principe ha inteso citare come testimoni nomi importanti della vita politica e di Governo sia dell’Italia che del Portogallo. Dal punto di vista di D. Rosario la situazione processuale ha assunto sin da subito un connotazione ben definita. Da una parte una ricostruzione di fatti illeciti a lui attribuiti dalla Procura, sempre respinta dal principe, dall’altra la certezza che a soffiare sul fuoco in realtà fosse stato il Governo portoghese per mezzo dell’Ambasciatore in Italia e del Console Generali di Milano che, d'accordo con parte del Ministero degli Esteri portoghese, avrebbero creato una sorta di immagine negativa e calunniosa in danno del principe il quale, nelle scorse settimane, è passato al contrattacco. La questione è che i diplomatici portoghesi, con la copertura e l’avvallo del Dipartimento Affari Giuridici del Ministero degli Esteri Portoghese, hanno falsamente scritto che il Governo portoghese riconoscerebbe come legittimo pretendente al trono portoghese D. Duarte Pio. Da qui l’accusa che il principe D. Rosario sarebbe stato il 'sedicente principè ed in forza di tale falsa qualifica avrebbe commesso degli illeciti. Purtroppo però per i diplomatici, il Governo e l’Assemblea della Repubblica hanno sconfessato quanto da loro scritto e, per di più, sono stati denunciati dal Principe davanti alla Procura della Repubblica di Lisbona. È pendente infatti un procedimento penale contro l’ex Ministro degli Esteri Diogo Freitas do Amaral, del Direttore del Dipartimento affari giuridici, dell’Ambasciatore portoghese a Roma, Diego Valente e del Console generale portoghese a Milano. Le imputazioni a loro carico sono di diffamazione, calunnia e falso in documenti. Difficile che il Tribunale italiano, quale che sia, non tenga conto di questa muova circostanza che obbligherà la Procura ad una manovra in salita nel sostenere fatti e circostanze che hanno già cominciato a cadere fragorosamente già in fase di Udienza Preliminare dove sono state smentite le accuse di natura patrimoniale contro il principe che riportato una assoluzione piena.
Ma sono stati citati anche gli ex Ministri Fini e D'Alema i quali dovranno testimoniare sul fatto di avere o meno offerto valenza politica alle lettere del Cerimoniale Diplomatico della Farnesina dirette alla Procura di Busto Arsizio che, con più note e accogliendo quanto scritto dall’Ambasciatore portoghese, sollecitavano di fatto l’arresto del Principe. Cosa quanto mai grave in uno Stato che dovrebbe essere stato di diritto.
Il resto del processo, se si farà , sarà tutto svolto sul filo del diritto internazionale che fa proprie le norme consuetudinarie che affondano per grande parte le radici nel diritto nobiliare.
D'altra parte, le prerogative sovrane sono entrate anche nelle analisi della giurisprudenza italiana che, seppur talvolta con limiti evidenti, altro non ha potuto che prendere atto della sussistenza di tali prerogative. A questo proposito, il conte Angelo Squarti Perla, proprio come Ufficio Studi della Real Casa su Savoia, ha redatto un interessante studio dal titolo ' Sulla Sovrana Prerogativa come patrimonio familiare dinastico ' che risulta particolarmente interessante andare a leggere perché, attraverso quello studio, sarà possibile comprendere quanto sta succedendo a Dom Rosario, Duca di Braganza, linea costituzionale portoghese.
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