ROMA: Aggiornare le categorie a un mondo in continua evoluzione, al mondo del XXI secolo: l’Italia ha una grande e importante tradizione di politica estera che non deve essere abbandonata ma innovata. Il nostro Paese deve continuare a rappresentare un punto di riferimento per la costruzione di scenari duraturi di pace e di sviluppo.
Da protagonisti nella grande Europa. La prima forte e originale intuizione della nostra politica estera è stato l’Europeismo, che ha assicurato al Vecchio Continente 60 anni di pace e di crescita. Il Governo italiano è stato tra quelli che più hanno promosso e sostenuto ogni processo di allargamento e rafforzamento delle istituzioni comunitarie fino al recente ingresso di due importanti paese balcanici, Bulgaria e Romania, nell’Unione Europea. Il lavoro però non è ancora ultimato. Per stabilizzare in maniera duratura tutta la penisola balcanica l’Italia è impegnata a fare in modo che l’Unione Europea accolga anche tutti gli altri paesi che al momento non ne fanno parte.
Al centro del Mediterraneo. Il nostro Paese non può dimenticare la propria naturale collocazione geografica e i suoi riflessi a livello politico e strategico. Una penisola europea nel cuore del Mar Mediterraneo, protesa verso l’Africa, chiamata naturalmente ad essere ponte tra nord e sud, tra oriente e occidente. Il Mediterraneo è stato nella seconda metà del XX secolo e continua tutt’ora ad essere un quadrante molto delicato per gli equilibri politici del mondo. Per questo è importante che l’Italia svolga un ruolo centrale e propulsivo nel creare le condizioni di pace, sicurezza, stabilità e tutela dei diritti umani in un contesto che sappiamo essere necessariamente multilaterale.
Il dialogo con l’Africa. Particolarmente intensa è stata l’attività diplomatica del Governo nei confronti del continente africano. il Presidente del Consiglio e il Ministro degli esteri sono stati impegnati in missioni in Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto e Libia. Con quest’ultimo Paese in particolare, dopo anni di tensioni, è stato stipulato un trattato di amicizia e cooperazione. Punti di eccellenza della nostra iniziativa sono stati inoltre la visita di Re Abdullah nel novembre 2007 a Roma, segno della robustezza dei rapporti con l’Arabia Saudita e la celebrazione ad Alghero del Primo Vertice Bilaterale tra Italia ed Algeria, cui si deve tra le altre cose un contributo essenziale alla sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici.
l’intervento in Libano. L’importante tradizione di amicizia e buon vicinato con i paesi del Mediterraneo, nei primi anni di questo decennio non era stata più coltivata, se non addirittura abbandonata. Il Governo ha invece voluto riportare la politica mediterranea al centro delle priorità e della proiezione internazionale del nostro Paese, con risultati di eccellenza universalmente riconosciuti.
Esemplare a tale proposito è stato l’intervento in Libano nell’estate del 2006, anticipato dalla Conferenza di Roma del luglio dello stesso anno:una grande vittoria del multilateralismo, la dottrina da sempre seguita dal nostro Paese e che il Governo ha dimostrato di saper interpretare e realizzare al meglio. Ma non è tutto qui. L’intervento in Libano è stato anche la rivelazione di una significativa capacità di leadership e di guida del nostro Paese nei confronti dell’intera Unione Europea. L’azione di prevenzione ha reso finalmente e per la prima volta l’Europa un attore della politica globale e non solo un grande attore dell’economia. A quest’azione preventiva e puntuale si è accompagnato un costante impegno nella promozione del dialogo interlibanese, che rende l’Italia un interlocutore imprescindibile da qualsiasi evoluzione dello scenario politico di questo piccolo ma importantissimo paese mediorientale.
L’Europa e il Mediterraneo | I nuovi orizzonti della Politica estera |
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