Verdi: No al nucleare

Gli italiani confermano la bocciatura dell’atomo espressa nel referendum del 1987. Lo rivela un sondaggio Ipsos. Sì alle fonti rinnovabili. Incentivi del governo conosciuti dal 67% del campione.

164.3K visualizzazioni

Roma, Italiani contro il nucleare e a favore delle rinnovabili su Ladysilvia; E’ il chiaro segnale che arriva da un sondaggio Ipsos presentato nell’ambito Convegno Nextenergy su l’efficienza energetica e il rilancio del solare in Italia in corso a Roma.

A distanza di vent'anni dal referendum del 1987 dunque gli italiani confermano il no all’energia atomica che allora vinse in modo netto e che segnò l’abbandono del nucleare da parte del nostro Paese.

Alla domanda “Per ridurre l’inquinamento, quale energia preferirebbe che venisse incentivata?”, l’82% del campione si è detto favorevole all’impiego di energie rinnovabili, mentre solo il 12% ha dichiarato di essere favorevole al nucleare.

Per la stragrande maggioranza degli italiani, inoltre, nella scelta delle fonti di approvvigionamento energetico per il nostro paese è fondamentale che la fonte sia “sicura e poco inquinante” (per il 60%) e che renda l’Italia autonoma dal punto di vista energetico (24%), mentre il prezzo è il criterio fondamentale per il 13% della popolazione.

Gli italiani inoltre dimostrano di essere a conoscenza degli incentivi varati dal Governo per stimolare la diffusione dei pannelli solari fotovoltaici: il 67% dichiara di essere al corrente di questa novità .

Il rapporto si ribalta invece riguardo agli obblighi introdotti per l’inserimento dei pannelli fotovoltaici negli edifici di nuova costruzione. In questo caso infatti il 58% non ne è a conoscenza, mentre il 42% dichiara di esserne informato. A essere più informati della media sono gli uomini, compresi nella fascia tra i 44 e i 54 anni, laureati, con elevata professionalità e residenti nel nord-est.

Il 42% degli intervistati, poi, si è dichiarato favorevole “in ogni caso” all’installazione nella propria casa o nel condominio dei pannelli solari. In questa fascia la maggiore propensione è stata dimostrata da uomini fra i 18 e i 30 anni, residenti nel centro nord, con istruzione medio alta o studenti, residenti in comuni oltre i 250.000 abitanti

LA REDAZIONE Ladysilvia
www.ladysilvia.it -