VALLETTOPOLI: “TUTTI O NESSUNO”

Unione Federalista Meridionale

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Solidarietà a Maurizio Belpietro su Ladysilvia; C’è ancora qualche giornalista genuflesso davanti ai potenti, tanto da fargli dimenticare la deontologia professionale, tuonando, contro un collega più autorevole e certamente più libero di lui, che ha accomunato nella stessa sorte potenti e deboli. L’Unione Federalista Meridionale non si genuflette davanti a nessuno e sostiene la tesi del Direttore de “Il Giornale” al quale esprime solidarietà per gli stupidi attacchi e approvazione per la divulgazione del nome del politico in questione. “Tutti o Nessuno” è sacrosanto, anche se noi, come pensiamo anche Maurizio Belpietro, preferiremmo nessuno per il senso di giustizia che coltiviamo.

Non riusciamo a comprendere come si possa giustificare la gogna mediatica di personaggi comuni o del mondo dello spettacolo o dell’impresa e, nello stesso tempo, stigmatizzare la divulgazione dei nomi dei potenti politici. Nel caso si voglia pubblicizzare una malefatta, riteniamo, al contrario, far conoscere prima quelle dei politici, visto che nessuno di loro andrà a chiedere la carità davanti ad una Chiesa e che dovrebbero uniformarsi ad una condotta esemplare per il ruolo che ricoprono, mentre per gli altri si potrebbero provocare danni irreparabili. Ci chiediamo, per esempio, perché il sig. Mentana non abbia protestato, con la stessa forza, per la pubblicità data alla notizia, secondo la quale una soubrette vendeva se stessa e che, tra l’altro, è stata ipotizzata da una terza persona e non direttamente da lei, quindi da prendere con il beneficio dell’inventario.

E’ la solita storia dei coraggiosi contro i deboli e dei pavidi contro i forti. La stessa storia che consentì le ruberie scoperte da Tangentopoli, nei confronti delle quali i giornalisti italiani devono ancora recitare il “mea culpa” per il loro silenzio più che ventennale. Devono ancora chiarire se erano ignari e quindi incapaci o edotti e quindi collusi o timorosi.

E ancora non comprendiamo come possano uscire dalle Procure notizie così dettagliate di indagini, che dovrebbero essere segrete per il rispetto della privacy degli indagati, che tutti si affannano a ritenere innocenti fino alla condanna definitiva, ma che nessuno disdegna di mettere alla berlina con tanto di servizi giornalistici e trasmissioni televisive, anche e soprattutto dal Campione di correttezza di Matrix, che, esaltato dal suo successo, ritiene di potersi ergere a fustigatore di suoi colleghi, che non hanno certo niente da imparare da lui.

Alfonso Luigi VenosiE ancora non possiamo fare a meno di rilevare la tanta ipocrisia del giornalismo italiano, quando sussurra nei riguardi dei potenti e tuona contro nani e ballerine, ma è sempre pronto a ricordarci quella schifezza di legge sulla privacy, il cui esclusivo compito è quello di creare difficoltà a chi opera nell’economia e nelle professioni con tanti obblighi assurdi, ma che viene puntualmente disattesa dai media e dallo Stato stesso.

La vicenda di cui parliamo è succosa e appetibile per i guardoni delle trasgressioni altrui, mentre per i tanti come noi non è altro che l’ulteriore conferma della dissoluzione della nostra società , che non dovrebbe tollerare i reati, quando ci sono, giudicare in tempi brevi, con serenità e discrezione e punire con la pena certa. Sembra che questo nostro desiderio semplice, logico e condivisibile a parole da tutti, debba restare, per molto tempo ancora, una pia illusione, sacrificato sull’altare del palcoscenico mediatico, produttivo di ricchezze per i tanti sacerdoti del pettegolezzo pruriginoso.

LA REDAZIONE
Ladysilvia.it National Network