Bernardini su Ladysilvia; Lettera Paolo Mieli da Rita Bernardini Segretaria di Radicali Italiani
Caro Paolo Mieli,
constato che il giornale da te diretto insiste nell’espulsione della posizione (in realtà , lotta ventennale) radicale sulla legge elettorale. Oggi, ci sono ben due pagine dedicate alla legge elettorale e c’è un’altra tabella intitolata “I cinque modelli elettorali” dove continua ad essere cassato il sistema elettorale anglosassone, maggioritario ad un turno, cioè l’unico confortato da un voto popolare referendario. Comprendo che la partitocrazia italiana si opponga, resista, ad un modello che minerebbe le basi della sua occupazione della società italiana; mi è meno chiaro, invece, l’ostracismo del Corriere della Sera, ma è probabile ch’io sia troppo ingenua ed è forse a causa della mia inesperienza che torno a scriverti, con fiducia, una seconda lettera dopo quella di ieri.
Ti propongo, infine, questa cronologia che mi sta particolarmente a cuore: si tratta delle iniziative referendarie radicali sulla legge elettorale nazionale.
1990:
proposta di referendum sulla legge elettorale del Senato; raccolte 700.000 firme; bocciato dalla Corte Costituzionale con una dubbia sentenza;
1992
due proposte di referendum sulla legge elettorale del Senato; raccolte le firme necessarie; uno dei due referendum fu bocciato dalla Corte Costituzionale; sull’altro si andò al voto nel 1993 e fu vinto!
1994
nuova proposta referendaria sia sulla legge del Senato che su quella della Camera (si proponeva l’abolizione della quota proporzionale della legge Mattarella); raccolte le firme necessarie; ambedue i referendum furono bocciati dalla Corte Costituzionale
1995
nuova raccolta firme sulla legge elettorale per Camera e Senato; anche in questo caso, bocciatura della Corte Costituzionale
1999
di nuovo raccolta firme per abolire la quota proporzionale della Camera; questa volta, la Corte Costituzionale dice sì; la partitocrazia unita con Berlusconi in testa (la riforma la farò io!) invita all’astensione; al voto del 2000 l’82% dei votanti vota SI’ all’abrogazione,ma non si raggiunge il quorum e perciò il referendum verrà annullato.
Nota finale: come vedi, si tratta di milioni di firme di cittadini mandata al macero dal sistema partitocratrico e oligarchico italiano. Aggiungo che, come radicali, abbiamo per due volte abbinato ai referendum elettorali quello dell’abolizione del finanziamento pubblico (vinto nel 1993) mentre nel 1999 la proposta referendaria per l’abolizione dei falsi rimborsi elettorali ottenne il sostegno di oltre il 70% dei votanti ma, come detto in precedenza, non ci fu il quorum.
Con i migliori saluti
Rita Bernardini: (Segretaria di Radicali Italiani)
http://www.radicali.it
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