Albania - Cenni Storici

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Dopo la morte nel 1985 di Enver Hoxha l’Albania avviò una politica di apertura verso l’Occidente. Nel 1991 essa fu l’ultimo degli ex-Paesi comunisti ad introdurre elezioni pluraliste.

Le elezioni del 1992 furono vinte dal Partito Democratico, il cui Presidente, Sali Berisha, venne eletto Presidente della Repubblica. Furono avviate radicali riforme democratiche e proclamato il libero mercato. La rapidissima trasformazione in senso occidentale del Paese ha tuttavia avuto dei costi. Fra questi, all’inizio del 1997, il collasso di diverse organizzazioni finanziarie piramidali prive di regolamentazione (che offrivano tassi di interesse trimestrali variabili dal 15 al 100%) che, unito al malcontento per l’esito delle elezioni politiche del 1996, sfociò in disordini e violenze popolari. Queste imposero le dimissioni del Governo e la nomina, nel marzo dello stesso anno, di un Governo provvisorio di coalizione. Alle elezioni anticipate del giugno 1997 il Partito Democratico subì una forte sconfitta ad opera di una coalizione capeggiata dal Partito Socialista. Le dimissioni di Berisha, portarono alla nomina di un nuovo Presidente della Repubblica, il Prof. Rexhep Meidani. Dopo le elezioni del 1997 fu formato un Governo presieduto dal Presidente del Partito Socialista, Fatos Nano. Berisha prima contestò i risultati delle elezioni, chiedendone la ripetizione, e poi decise il boicottaggio del Parlamento da parte del Partito Democratico, terminato, dopo alterne vicende, nel luglio del 1999.

Il tentativo di colpo di Stato del 14 settembre 1998, portò alle dimissioni di Nano e ad un rimpasto nella medesima coalizione governativa con la nomina a Primo Ministro del socialista Pandeli Majko. Il 27 ottobre 1999 la carica venne assunta da Ilir Meta, riconfermato a seguito delle elezioni del giugno 2001. Ad un esecutivo guida Majko insediatosi nel febbraio 2002 e succeduto un nuovo gabinetto con Primo Ministro Fatos Nano.-  I programmi dei tre esecutivi presentano sostanziali analogie degli obiettivi prioritari di politica estera ed interna: integrazione euroatlantica del Paese, rapporti di buon vicinato con gli Stati della Regione, crescita dell’economia di mercato, lotta alla criminalità organizzata ed alla corruzione, risanamento delle Istituzioni con particolare attenzione al sistema giudiziario ed alle forze di polizia.