Roma: La notizia ha fatto il giro d’Italia in breve tempo, negli ambienti del Welfare vissuto, del sociale applicato al territorio: sia Prodi che Berlusconi non hanno affrontato seriamente ed organicamente , nei loro rispettivi programmi, il complesso pianeta del Sociale.
A parte alcune macchie, nelle quali confusamente si fa riferimento al genere “sociale” e ad alcune sue “categorie” (gli anziani, i portatori di handicap, gli immigrati, le famiglie disagiate) nessuno dei due schieramenti pare voler gettare i dadi su quel tavolo così sdruccioloso e scarsamente remunerativo politicamente del volontariato e del privato sociale.
L’eclettico, poliedrico ed anche “anarchico” mondo del sociale non rappresenta un solido contenitore di voti, una categoria che massicciamente si sbilancerebbe a sinistra o destra in maniera solidamente monolitica.
No. Per nulla. E questo i politici di rango l’hanno capito da tempo.
Il mondo del sociale, del volontariato e del professionismo applicato al disagio, alle categorie disgraziate di questa nostra società , non rispondono ad un unico richiamo, ma mantengono l’autonoma libera scelta , dettata soprattutto dall’assoluta e totale disaggregazione gli uni dagli altri.
Ogni realtà ha un proprio cuore, ed anche in una medesima città , ogni singola espressione del volontariato o dell’impegno sociale mantengono ben salda la strategia della libertà e della propria peculiare originalità .
Gente senza padroni , insomma, almeno in questa esperienza così libera e così liberatoria.
D’altro canto donare il proprio tempo, il proprio ingegno e competenza liberamente agli altri conduce la persona ad una maggiore autodeterminazione, ad una maggiore stima di se stesso e degli altri.
Da quando poi, ciò che viene definito “ sussidiarietà ” del volontariato e del Welfare ( perché poi sto nome inglese ? ) è da sempre “sostituzione” del privato sociale e del volontariato alla assoluta latitanza dell’istituzione appare ancora più deludente la mancanza di programmi politici seri che siano destinati specificatamente al sociale ed alle sue urgenti necessità .
L’incompetenza degli Enti Locali, in particolare dei Comuni, Province e Regioni , e la disattenzione cronica dello Stato verso le crescenti categorie deboli in Italia avrebbero visto una strage d’innocenti se non avesse sempre funzionato egregiamente questa armata brancaleone del gratuito volontariato e del privato sociale.
Una enorme varietà di cittadini legati al proprio territorio ed al rispetto della dignità umana.
Pensandoci bene l’antitesi dei parlamentari italiani : lontani dal territorio ed ancor più lontani dal senso civico del rispetto delle emergenze e dei drammi umani.
Riprova ne è la mancanza , per Prodi e Berlusconi, di un programma che almeno minimamente articoli qualche pensiero che non sia banale e retorico in difesa ed aiuto delle tante povertà italiane.
Minori in grave difficoltà , anziani indigenti, giovani coppie nell’impossibilità di progettare un futuro in autonomia per la mancanza di lavoro e di casa, pensionati nell’impossibilità di arrivare alla fine del mese con serenità , una sanità sempre meno competente ed alla portata di tutti.
Un’Italia così vicina ai parametri Argentini da far pensare ad un sogno finito in incubo.
Due teste, quella di Prodi e di Berlusconi, che non la pensano per nulla come i tanti semplici cittadini che, pur nelle proprie ristrettezze si dedicano agli altri e regalano a questi il capitale più prezioso a loro disposizione: il proprio tempo.
Per questo il volontariato ed il privato sociale , in Italia non moriranno mai: ed anche per questo restano così impalpabilmente liberi dagli interessi politici.
E quindi dimenticati da Prodi e Berlusconi.
Viva l’Italia
di Alessandro Maria Fucili
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