Nuove adesioni allo sciopero della fame dei Verdi che a Milano e in Lombardia chiedono interventi urgenti e seri contro lo smog. Negli ultimi quattro giorni a Milano e nella altre aree critiche della Lombardia si è registrata un’impennata impressionante degli inquinanti in atmosfera. Nel capoluogo lombardo si registra il 58esimo giorno di superamento dei livelli di guardia consentiti dalla Ue, che chiede che tali limiti (50 microgrammi per metrocubo come media giornaliera sulle 24 ore) non si superino per più di 35 giorni l’anno. E nelle altre aree critiche della Regione non va meglio.
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Al digiuno lanciato dai Verdi Carlo Monguzzi e Maurizio Baruffi, oltre all’eurodeputata Monica Frassoni e al presidente di Fiab Gigi Riccardi, si sono aggiunti oggi Marco Donzelli, presidente del Codacons, l’associazione di consumatori e il senatore dei Verdi Natale Ripamonti. "In tutti questi anni - ha detto Donzelli - Formigoni e Albertini non hanno combinato niente. Il problema smog è rimasto così com'era e continua a colpire, in modo subdolo, soprattutto bambini e anziani".
Di fronte a questa situazione, e ai dati sempre più puntuali che attribuiscono allo smog migliaia di decessi all’anno, Monguzzi e Baruffi sono al nono giorno consecutivo di digiuno. Gli altri seguono a ruota per chiedere soprattutto che Comune e Regione rispettino le decisioni votate a maggioranza dal consiglio comunale e da quello regionale che, rispettivamente, chiedono la chiusura del centro alle auto e un piano regionale antismog efficace, mai attuato da Formigoni.
“Con il piano regionale voluto dal centrosinistra e votato a maggioranza dal Consiglio regionale nel 2002, anche con i voti del centrodestra, di fronte a questa situazione ci sarebbe già il blocco delle auto”, spiega Monguzzi che insieme a Baruffi e al senatore dei Verdi Fiorello Cortiana in mattinata hanno avuto modo di illustrare le ragioni del digiuno al Prefetto di Milano Bruno Ferrante. Ferrante, ha detto Cortiana, "si è fatto carico di richiamare Comune e Regione al rispetto del contenuto di quelle mozioni".
Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, presente all’incontro con la stampa di stamani, ha garantito che l’inerzia “irresponsabile” di Formigoni finirà in Parlamento: "Martedì - ha annunciato - presenteremo un ordine del giorno su questa situazione paradossale perché nel resto d'Italia non c’è bisogno di fare lo sciopero della fame per ottenere l’applicazione di atti dovuti".
"Capisco che Formigoni sia troppo impegnato nella campagna elettorale o nelle vicende di Oil For Food - ha proseguito Pecoraro - ma non può dimenticarsi di fare il suo dovere. E lo stesso vale per Albertini. Il modo migliore da parte dei cittadini di rispondere a questa banda è di non votarne i componenti alle prossime elezioni".
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