CHINA, Edmund Ho, capo dell’esecutivo di Macao - ex-colonia portoghese tornata dal 1999 sotto sovranità cinese - è stato confermato per un secondo mandato con il voto favorevole di 296 delegati dell’assemblea elettiva su 300. Ho gode di grande popolarità dopo aver puntato tutto sullo sviluppo economico della penisola, abitata da 450.000 persone, con particolare enfasi sull’industria del gioco d’azzardo che attrae milioni di turisti. Sorta di ’enclave’ in territorio cinese, negli ultimi anni Macao, che gode di un particolare statuto di semi-autonomia, ha visto la propria economia impennarsi fino a una crescita del 25 % nei primi tre mesi del 2004.
Ho è stato eletto da un organismo approvato da Pechino composto da uomini di affari e politici, tra cui i 27 membri del ’parlamento’ locale; per legge, non potrà candidarsi a un terzo mandato. Gli unici due rappresentanti del movimento per le riforme democratiche presenti nell’organo legislativo locale hanno boicottato le elezioni definendo l’intero processo “troppo conservatore e oligarchico”.
La ’Basic Law’ di Macao, sorta di nuova ’costituzione’ redatta con il rientro dell’ex-colonia portoghese sotto sovranità della Cina, prevede dal 2009 la possibilità di avviare riforme per l’elezione diretta del capo del governo locale e dei deputati; ma, a differenza della ’gemella’ Hong Kong, a Macao la questione delle riforme democratiche non sembra essere sentita con particolare urgenza.[BF]
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