Il segretario nazionale dell’Udc Marco Follini formula la richiesta al presidente del Consiglio attraverso un'intervista rilasciata al CORRIERE DELLA SERA. Il leader centrista è preoccupato per le sorti della CdL. ''Se il premier ascolta solo se stesso e i suoi cari, non aiuta la coalizione e tantomeno la sua guida. Un eccesso di accentramento non è l’antidoto alla conflittualita', ne è il moltiplicatore.
Se non si capisce questo, non si va lontano''. Follini assicura che comunque non minaccera' la crisi di governo: ''Non fanno parte nè del mio costume nè del carattere del partito. Ma questa situazione, lasciata a se stessa, diventa minacciosa di per sè. È una situazione che si sta consumando''. Superato lo scoglio di Bruxelles (''abbiamo evitato l’ early warning , ma non abbiamo davanti a noi un cammino su un letto di rosè') ora è necessario affrontare i problemi legati alla riforma fiscale. ''Sulla riforma fiscale attendo le carte - afferma Follini - senza, il ragionamento non è di grande costrutto. Vorremmo tutti essere generosi con i contribuenti, ma occorre capire bene a quali condizioni e con quali costi si puo' essere di manica larga''.
Il leader dell’Udc confessa che il conflitto di interessi è diventato ora imbarazzante (''una ragione di più per fare presto'') e assicura che non chiedera' il rimpasto. ''Io sono un democristiano che cerca di non ripetere gli errori del passato, mi tengo a prudente distanza da qualunque idea di rieditare il Cencelli. Ma a Berlusconi continuo a dire che una maggiore attenzione verso i suoi alleati sarebbe un investimento lungimirante e forse perfino redditizio. Un arroccamento nel suo castello crociato sarebbe un'autentica dissipazionè'.
Alla Lega Follini ricorda invece che ''le riforme istituzionali non sono un contratto stipulato davanti a un notaio, sono un progetto. l’impegno a fare le riforme nella legislatura c'è e lo ribadisco, come ribadisco che è altrettanto forte l’impegno a ripensare, migliorandolo, il lavoro fatto fin qui''.
Il segretario dell’Udc chiude con una considerazione sull’alleanza di governo: ''Una coalizione non è una corte, ma una associazione di forze e uomini liberi''.
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