"Nel funzionamento e nel programma del governo vanno riviste rapidamente e con senso della misura alcune cose, che discuteremo con gli alleati, rinnovando il patto che ha convinto gli elettori a darci un mandato di cambiamento e di rinnovamento del Paese, la cui prima scadenza sono le elezioni politiche del 2006", ammette il presidente del Consiglio.
"Occorre un nuovo slancio. Un nuovo slancio riformatore...Ascolteremo con attenzione ogni segnale di malessere per correggere quel che va corretto".
Le europee hanno visto scendere Forza Italia al 21% dei consensi dal 25,2% delle consultazioni del 1999 e dal 29,4% delle politiche del 2001. An ha portato a casa l’11,5% rispettivamente dal 10,3 e 12%, l’Udc ha ottenuto un brillante 5,9% da 4,8 e 3,2%e così la Lega che nonostante l’assenza del suo leader Umberto Bossi ha ottenuto il 5% delle preferenze da 4,5 e 3,9.
Nel pomeriggio, il portavoce di An, Mario Landolfi, ha accennato alla necessità di un rimpasto. Berlusconi incassa e anzi si dice soddisfatto dei risultati degli alleati.
All’opposizione dell’Ulivo riserva invece l’accusa di non aver centrato il proprio target del 33% e di essere schiavo dell’estrema sinistra. La lista Uniti per l’Ulivo ha ottenuto il 31,1% dei voti dal 32,5% delle europee e il 33,3% delle politiche.
"Sono felicemente in progresso, e me ne congratulo con loro, tutti gli alleati della coalizione di governo, mentre la lista unitaria dell’Ulivo non arriva a mettere insieme i voti dei partiti che la compongono, mostrando l’affanno della parte maggiore dell’opposizione, sempre più gravemente condizionata dalle formazioni dell’estrema sinistra oltranzista", ha detto.
FI, BERLUSCONI: IO RESPONSABILE CALO. PERO' PAR CONDICIO...
Il capo del governo - capolista di FI in tutte le circoscrizioni - ammette: "Del calo elettorale di Forza Italia, che si conferma per altro di gran lunga il primo partito in Italia, assumo naturalmente la piena responsabilità ...Non si tratta comunque di una flessione così rilevante, ma siamo di fronte a un segnale di scontento al quale occorre prestare una serena e vigile attenzione".
Responsabilità personale a parte, Berlusconi - che pure ha avuto a sua disposizione fra il 4 ed il 10 giugno 41 minuti e 36 secondi di 'parlato', contro i 9 minuti di Piero Fassino (Ds), i 6,5 di Gianfranco Fini (An) ed i 4,5 di Francesco Rutelli (Margherita) - attacca la legge sulla par condicio.
"È un voto dovuto in gran parte agli effetti distorcenti della cosiddetta 'par condicio' a favore delle tante liste improvvisate (che hanno goduto, uniche in Italia, di uno spazio televisivo e radiofonico pari a quello dei grandi movimenti) ed anche all’essere stato il capo del Governo il bersaglio di tutti gli attacchi e di tutte le aggressioni dell’opposizione e dei suoi media con un 'effetto parafulminè a vantaggio di tutti gli alleati.
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