Tagliare le tasse, abbassare l’Irpef dal 46 al 33 per cento. Per dare maggiore potere di acquisto alle famiglie. Questo il cardine dei provvedimenti allo studio del governo per rilanciare la stagnante economia del Paese. Parola di Silvio Berlusconi, che ha annunciato oggi la decisione dinanzi alla platea della Confcommercio riunita a Cernobbio.
Una decisione che obbedisce, sottolinea il premier, a quel contratto con gli italiani sottoscritto prima delle elezioni politiche. Patto che lui e l’esecutivo vogliono "assolutamente rispettare". Quindi, basta con le difficoltà di una azione di governo ingessata, giura. Al punto da dire di sperare nel varo dei provvedimenti possibilmente "prima delle europee".
Per quanto riguarda l’economia e i parametri europei, se anche si rischia di sfondare il tetto del deficit imposto dal Patto di stabilità , per il premier non- è poi un gran male. In fondo, sottolinea, "Francia e Germania hanno già annunciato che quest'anno non rispetteranno il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil". A dimostrazione che sfondare quella barriera, se altri lo hanno fatto, "non- è un reato capitale". Peraltro, aggiunge, l’Italia "ha i conti a posto, sotto controllo", diversamente "da altri grandi Paesi. Un deficit di breve periodo, spiega, può essere positivo per superare una fase di stanca dell’economia".-
Secondo il premier l’Italia qualche margine di recupero ce l’ha, tanto più, evidenzia Berlusconi , che entro le europee andrà in porto anche la riforma delle pensioni. Un'altra manna per i conti pubblici. Una riforma che, spiega, accoglie "l’80% delle richieste sindacali". Una riforma strutturale che garantirà la pensione a tutti dal 2008 in poi. Però, aggiunge, gli italiani devono dare qualcosa in cambio. "Dovremo far lavorare di più gli italiani", fa osservare annunciando il taglio di qualche festività . Questo può portare un incremento di qualche decimale di punto per il Pil.
Peraltro, continua Berlusconi, la volontà innovatrice del Governo "non si ferma qui" e in coda al suo intervento, dopo l’economia, torna a parlare di politica. "Cambieremo la legge elettorale, con un premio di maggioranza che garantirà più stabilità a chi vincerà le elezioni", annuncia ancora.
Non solo. È imminente nel settore giustizia "la riforma che separerà le funzioni in seno alla magistratura. Da una parte ci saranno gli avvocati dell’accusa, dall’altro quelli della difesa. Ma anche i pm dovranno andare dai giudici con il cappello in mano, così come ci vanno oggi quelli della difesa".
Infine, il premier- è tornato anche sul decreto salva-calcio. "Allo stato non c’è nessun provvedimento. Ma ho sempre detto - ha spiegato il premier - che se le organizzazioni del calcio chiedessero di esaminare una loro richiesta, noi non saremmo pregiudizialmente contrari a questo esame. Finora però non ci- è arrivata alcuna richiesta".
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