Fini: è un'ipotesi l’appoggio esterno

MILANO -- La possibilità di un appoggio esterno alla maggioranza di governo da parte di Alleanza Nazionale è "solo un'ipotesi avanzata dal coordinatore del partito": lo ha detto il vicepremier Gianfranco Fini dopo il suo comizio alla manifestazione di An.

Fini non ha voluto aggiungere commenti, limitandosi a osservare di non aver toccato l’argomento dal palco del comizio. Il coordinatore di An, Ignazio La Russa, aveva parlato della possibilità di uscire dal governo appoggiando la maggioranza dall’esterno.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, deve però garantire a tutti gli alleati di governo "pari dignità e reciproco rispetto". "Al presidente del Consiglio dico che non è con il paternalismo che si risolvono i problemi politici - ha detto Fini -. Noi di Alleanza Nazionale non abbiamo voglia di litigare, ma vogliamo vincere e continuare a vincere per governare non solo fino al 2006, ma anche dal 2006 al 2011".

Fini chiede inoltre alla Lega maggiore rispetto e la fine degli insulti: "anzichè chiedere più voti di fiducia, Bossi farebbe meglio ad avere più fiducia nella coalizione di maggioranza e negli alleati". Nel comizio conclusivo della manifestazione milanese di An, Fini ha richiamato gli alleati ad un maggiore rispetto: "è indispensabile per garantire la pari dignità ".

"Si vince se si sta tutti insieme, in questa coalizione siamo tutti utili e indispensabili. Non ci devono più essere comportamenti che a volte sembrano rivolti più all’opposizione che agli alleati". Fini ha anche ribadito l’importanza di Roma capitale: "non si può, come ha fatto la Lega fino a poco tempo fa, definire la capitale come una simbolo del male: per noi è un valore che nessuno deve toccare".

Fini ha poi ricordato che in alcuni casi "è più che naturale esprimere dissenso, come nel caso della proposta di dare il voto agli immigrati: è vero - ha ammesso - non era nel programma, ma anche altre leggi non lo erano e noi le abbiamo votate. Ci siamo capiti, vero?...". Ha chiesto retoricamente Fini.

"Nessuno si illuda a sinistra - ha detto ancora Fini durante il comizio, al termine di un lungo corteo per le strade di Milano a cui, secondo gli organizzatori, hanno partecipato 50-60 mila persone da tutta Italia e che era aperto da un tricolore lungo 500 metri - nè le fibrillazioni in corso nè i dibattiti nella maggioranza metteranno fine a questa esperienza. Qualcuno pensa che An possa diventare il cavallo di Troia per far cadere il governo e fare tornare quell’armata Brancaleone che sta sotto all’Ulivo: non si illudano, non siamo nati ieri".

Il vicepremier ha ribadito la necessità di una "verifica politica" a metà legislatura: "Dobbiamo ridefinire il programma per affrontare la seconda parte della legislatura. Non chiediamo di stravolgerlo, ma solo di calibrarlo ad una situazione che cambia. Lo faremo in un conclave, seminario: l’importante è farlo".

Fini ha anche ammesso la possibilità di cambiare qualche componente del governo: se è necessario, cambiamo pure qualche ministro, non c’è scandalo: oltre al rispetto reciproco e alla pari dignità , per certi aspetti sarebbe utile anche un po’ di umiltà collettiva. Se il presidente del Consiglio si definisce presidente-operaio, non capisco perché qualche ministro si consideri l’oracolo di Delfi". Fini ha infine ribadito la esigenza di una "maggiore collegialità : quattro teste pensano meglio di una, soprattutto in una situazione economico-sociale così delicata".

La proposta di legge di Alleanza nazionale che prevede che gli immigrati regolari possano votare alle elezioni amministrative provoca ancora polemiche all’interno del partito: durante il comizio del vicepremier, Gianfranco Fini al termine della manifestazione di Milano, ci sono state contestazioni da parte dei giovani proprio sul tema dell’immigrazione.

"Essere di destra - ha commentato Fini sentendo i fischi - vuol dire anche non fare passi indietro davanti a intimidazioni e minacce". Fini ha ricordato "siamo un popolo che per secoli ha esportato le proprie braccia e chi ha vissuto sulla propria pelle il marchio della discriminazione non può e non deve discriminare".

"Chi non capisce questo non conosce la storia italiana, chi discrimina lo fa perché ha paura delle differenze, è privo di identità nazionale". Fini ha ricordato i buoni risultati ottenuti dalla nuova legge sull’immigrazione: "A fine anno avremo regolarizzato 700 mila immigrati. Noi non abbiamo fatto sanatorie come il centrosinistra, ma li abbiamo regolarizzati".