Crocifisso, Ciampi: ''È simbolo di valori''

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- Il Presidente della Repubblica Ciampi torna sull’ordinanza del Tribunale dell’Aquila sul crocifisso e precisa: "Si tratta di una decisione non definitiva, suscettibile di impugnazione".

"A mio giudizio -chiarisce Ciampi- il crocifisso nelle scuole è sempre stato considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità ".

E ricorda: "Non a caso il filosofo laico, Benedetto Croce, intitolò un suo saggio Perchè non possiamo non dirci cristiani.

All’indomani della sentenza del Tribunale dell’Aquila sul crocefisso, era sceso in campo il segretario dei Vescovi, monsignor Giuseppe Betori, per chiedere il rispetto di una legge dello Stato. "Siamo meravigliati. Sembra che cio' che non ha fatto l’anticlericalismo dell’Ottocento viene invece ribadito ora come una conquista della tolleranza -afferma l’arcivescovo- In forza di una malintesa tolleranza, di fatto non si fa altro che dare ragione ai fondamentalismi religiosi più estremi".

l’invettiva del segretario dei Vescovi affidata al programma religioso di Rai Uno "A sua immagine", andata in onda subito dopo l’Angelus del Papa, prosegue con un richiamo alle istituzioni. "In questo caso non è una questione di Concordato nè di Accordi tra Chiesa e Stato. Qui si tratta dell’applicazione di una legge dello Stato ancora vigente". Una normativa, sottolinea Betori, che "nessun Parlamento ha mai cambiato nè tantomeno nessuna Corte Costituzionale". Quanto al contenuto della sentenza, l’arcivescovo ricorda che "se è vero che il crocefisso è il simbolo della fede cristiana è vero anche che questo segno è l’immagine che il popolo italiano riconosce come radice stessa della sua civilta'. Dunque una radice assolutamente irrinunciabile".
Da parte sua il ministro della giustizia Roberto Castelli incaricherà domani l’ispettorato di via Arenula di verificare se la sentenza del giudice dell’Aquila che ha imposto ad una scuola la rimozione del crocifisso dalle aule "sia stata estesa nel rispetto dell’ordinamento o se siano state ignorate leggi vigenti". "Ricordo che anch'io ho ricevuto da Adel Smith una lettera in cui mi intimava di togliere il crocefisso dalle aule giudiziarie. Ovviamente non ho dato seguito a quella strampalata richiesta - sottolinea il ministro - per quanto riguarda invece la sentenza in questione, ricordo che in giurisprudenza esiste la possibilità di sanzionare dal punto di vista disciplinare chi emette sentenze abnormi".

"Provo una fortissima indignazione Per la sentenza dell’Aquila che è la logica conseguenza di una Grave tendenza che punta alla negazione di valori che fanno Parte della tradizione italiana ed europea". Lo ha detto il Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace. Per Storace, "è bene che si cominci a dire forte e chiaro che i cattolici non possono essere considerati ospiti in Italia. Ci sono paesi in cui non possiamo nè votare nè soprattutto pregare ed è davvero paradossale che ci si debba difendere nel nostro Paese. Altro che diritto di voto ".

"È una sentenza priva di intelligenza, buonsenso e legittimità " è il commento  del presidente dei deputati della Margherita, Pierluigi Castagnetti. "Il giudice - dice- può solo applicare la legge e se ha dei rilievi da sollevare lo può fare solo rivolgendosi alla Corte costituzionale".

"Come cattolico sento la sentenza del giudice dell’Aquila, con cui si dispone la rimozione del crocifisso dalla scuola, come una bestemmia"- è- quanto sostiene, invece, Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato. "E ancor più gravi - aggiunge - mi appaiono le motivazioni della sentenza in cui fra l’altro si dice: '...la presenza del simbolo della croce induce nell’alunno a una comprensione profondamente scorretta della dimensione culturale dell’espressione di fede..'. Dopo il mancato inserimento nella Convenzione europea delle radici cristiane ora si cerca di eliminare tali radici anche dalla nostra costituzione dimenticandosi degli art. 7 e 8 della carta. Queste sono purtroppo le conseguenze della passiva accettazione di religioni che negano la liberta' religiosa e individuano come nemici coloro che credono in un dio diverso dal loro". "Tra Maometto, guerre di religione, Bin Laden e soci, io e la Lega - conclude Calderoli - staremo sempre dalla parte del crocifisso, daremo battaglia e su tutti i fronti".