La Riforma della scuola è stata approvata dal Parlamento il 12 marzo 2003. La legge n.53 del 28 marzo 2003 contenente delega al Governo per riorganizzare il "sistema istruzione" nel nostro Paese, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2003 è entrata in vigore il 17 aprile 2003.
La prima attuazione della riforma è contenuta nel decreto legislativo approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2004, dopo il parere favorevole delle regioni, degli Enti locali e delle Commissioni parlamentari.
Con l’approvazione del 23 gennaio si conclude dunque l’iter del provvedimento, iniziato con la deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 settembre 2003, concernente il primo modulo dell’attuazione della "riforma Moratti", relativa al funzionamento della scuola dell’infanzia (triennale) e del primo ciclo dell’istruzione: scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale).
È ampliata la fascia d'età delle bambine e dei bambini che accedono alla scuola dell’infanzia e alla scuola primari e rimodulato il monte ore annuale delle attività educative; il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado avverrà previa valutazione positiva e non più con un esame di Stato, come è attualmente l’esame di licenza elementare previsto alla fine del primo ciclo. l’inglese è la prima lingua comunitaria da insegnare agli allievi della scuola primaria; nella scuola secondaria di primo grado verrà insegnata una seconda lingua dell’Unione europea e saranno possibili piani di studio personalizzati; tali piani comprendono lo studio dell’informatica fin dalla prima classe della scuola primaria e l’alfabetizzazione tecnologica fino al termine del primo ciclo. È particolarmente rilevante la finalità sancita dal provvedimento di accogliere e valorizzare le diversità individuali, comprese quelle derivanti dalla disabilità .
Il provvedimento dà attuazione all’art.1 comma 3 della legge n.53/2003.
Nel Consiglio dei ministri del 12 settembre 2003, contestualmente al via al decreto legislativo, era stato varato anche un piano di investimenti per complessivi 8320 milioni di euro da destinare alla riforma della scuola di primo grado. La riforma della scuola si arricchisce così nel vero senso della parola.
La riforma della scuola - Comunicato stampa del ministro Moratti
Parte la nuova scuola dell’infanzia e primaria
Via libera definitivo del Consiglio dei Ministri dopo i pareri delle Regioni, degli Enti locali e delle Commissioni parlamentari
Inglese, informatica e tempo pieno gratuito alle Elementari, seconda lingua europea e tempo prolungato gratuito alle Medie, docente tutor per un percorso educativo più qualificato
(Presentato, il 23 gennaio 2004) Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva, dopo il parere della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari competenti e su proposta del Ministro Letizia Moratti, il decreto legislativo riguardante la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione.
Il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri recepisce tutte le indicazioni dei pareri espressi da questi organismi. In particolare:
- è stata chiarita la possibilità , per le scuole dell’infanzia e per quelle del primo ciclo esistenti sullo stesso territorio, di aggregarsi in istituti comprensivi;
- è chiarito che il tempo pieno nella scuola primaria e prolungato nella scuola secondaria di primo grado è pari a quello attuale ed è totalmente gratuito;
- l’organico dell’anno scolastico 2003/2004 nelle scuole secondarie di primo grado viene confermato per l’anno scolastico 2004-2005 e fino alla messa a regime della riforma, per garantire il graduale passaggio al nuovo ordinamento;
- al fine di realizzare la continuità educativa tra il complesso dei servizi all’infanzia, la scuola dell’infanzia e la scuola primaria verranno realizzati appositi accordi con le Regioni e con gli Enti locali;
- viene chiarito che, in attesa della definizione del diritto-dovere all’istruzione con apposito decreto legislativo, restano in vigore le sanzioni previste dalle norme vigenti per la mancata frequenza.
La Riforma della Scuola, con il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri, parte così regolarmente con l’inizio del prossimo anno scolastico nelle cinque classi della scuola primaria e nella prima classe della scuola secondaria di primo grado.
"Tra gli strumenti introdotti per l’attuazione della riforma nel primo segmento dell’istruzione", ha detto il Ministro Letizia Moratti, "vi è l’arricchimento delle offerte formative, con un ventaglio di scelte più ampie e personalizzate, come l’insegnamento della lingua inglese e dell’informatica nella scuola primaria e di una seconda lingua comunitaria nella scuola media. Viene inoltre garantito il tempo pieno nella scuola primaria e prolungato nella scuola secondaria di primo grado secondo nuove e più flessibili modalità , per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Si tratta", ha ribadito il Ministro, "di opportunità formative offerte dalle scuole di tutta Italia in maniera assolutamente gratuita".
Il decreto legislativo approvato oggi costituisce la prima attuazione della delega legislativa prevista dalla legge 53/2003. Queste le principali novità :
- l’anticipo graduale delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia delle bambine e dei bambini che compiono i tre anni, e alla scuola primaria dei bambini e delle bambine che compiono i sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Per il prossimo anno scolastico, come è avvenuto per quello in corso, possono iscriversi le bambine e i bambini che compiono rispettivamente i tre e i sei anni entro il 28 febbraio 2005;
- l’introduzione di più libertà di scelta per le famiglie e di più autonomia didattica e organizzativa per le scuole, in relazione a piani di studio personalizzati, al fine di realizzare l’obiettivo della legge di favorire la crescita e la valorizzazione degli allievi, nel rispetto dell’identità e delle aspirazioni di ciascuno di essi. A questo fine, l’orario scolastico viene così riorganizzato:
- per la scuola dell’infanzia da un minimo di 24 a un massimo di 50 ore settimanali a scelta delle famiglie;
- per la scuola primaria, 27 ore settimanali obbligatorie e 3 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi e gratuiti per gli allievi), per un totale massimo di 30 ore settimanali. Il tempo pieno (27 ore + 3 + 10) sarà offerto a tutti i bambini della scuola primaria gratuitamente come in passato e fino a 40 ore settimanali, comprensive del tempo mensa, sulla base delle scelte che i genitori esprimeranno al momento dell’iscrizione dei figli;
- per la scuola secondaria di primo grado, 27 ore settimanali obbligatorie e 6 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi e gratuiti per gli allievi), per un totale massimo di 33 ore settimanali. Il tempo prolungato viene garantito gratuitamente fino a 40 ore settimanali (27 ore + 6 + 7).
- Vengono inoltre potenziate le attività di laboratorio, al fine di consentire l’effettiva formazione personalizzata e di ampliare l’offerta formativa, nelle singole scuole o in rete;
- l’affidamento, per l’intera durata del corso sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado, al docente "tutor", delle funzioni di orientamento per la scelta delle attività opzionali, di coordinamento delle attività educative e didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo compiuto dall’allievo;
- l’introduzione del portfolio delle competenze, che dovrà documentare il percorso formativo seguito da ogni allievo fin dalla scuola dell’infanzia;
- l’introduzione dell’insegnamento della lingua inglese e dell’alfabetizzazione informatica fin dal primo anno della scuola primaria;
- l’introduzione della seconda lingua europea e il potenziamento dell’alfabetizzazione informatica a partire dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado;
- la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale per ciascun studente ai fini della validità dell’anno, a partire dalla scuola secondaria di primo grado;
- la valutazione, periodica e annuale, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, affidata ai docenti, dovrà accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi ai fini del passaggio al periodo didattico annuale o biennale successivo, valutando anche il comportamento degli alunni, e ferma restando la possibilità di non ammettere all’anno successivo dello stesso biennio in caso di accertate gravi carenze;
- l’abolizione dell’esame di Stato alla fine della 5° classe della scuola primaria, per favorire la continuità didattica.
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