Berlusconi: "Dopo lo sciopero il governo è pronto al dialogo"

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''Ora c’è lo sciopero generale - ha detto mercoledì il premier durante la registrazione di una trasmissione televisiva - ma dopo quel giorno, diventato simbolico per i sindacati, il governo è pronto al dialogo''.

Nessun pericolo per chi ha già un lavoro

''I sindacati sono uno dei protagonisti della democrazia italiana, assieme al governo e al Parlamento - ha aggiunto il leader di Forza Italia - e da parte nostra non c’è mai stata una chiusura''.

''La Cgil però - ha attaccato Berlusconi - è andata in tutte le fabbriche italiane a dire che noi vogliamo licenziare i lavoratori. Questo è falso si tratta solo di menzognè'.

Al riguardo, il premier ha fatto anche riferimento alle parole di uno dei leader della Cgil, Sabattini, il quale avrebbe affermato la necessità di ''buttare giù'' l’attuale governo prima della scadenza naturale della legislatura.

La riforma dell’art. 18 presentata dal governo, ha insistito Berlusconi,''non tocca in alcun modo coloro che hanno già un lavoro, a tempo determinato e no''.

In Italia - ha aggiunto il presidente del consiglio - solo 8 milioni di lavoratori ''sono garantiti e tutelati. Questa è un'ingiustizia. l’obiettivo è quello di poter dare delle garanzie di occupazione ad altri milioni di cittadini. E questo si può raggiungere anche con delle modifiche allo statuto dei lavoratori. Queste modifiche garantiranno comunque dei diritti ai nuovi lavoratori assunti come ad esempio delle forti indennità in caso di licenziamento senza giusta causa''.

"Senza far capire l’obiettivo della riforma - ha detto ancora Berlusconi - da una certa parte sono solo giunte ingiurie, insulti e diffamazioni. Si è anche detto che nel nostro Paese c’è un regime fascista. Neanche la manifestazione di sabato scorso è stata così pacifica e lo si poteva capire leggendo certi cartelli sui quali mi si augurava la mortè'.

Ai sindacati: "Fate voi delle proposte"

''Se le forze sociali pensano di poter arrivare a quello che è il nostro stesso fine, cioè la creazione di più posti di lavoro, allora ci facciano delle proposte - ha poi dichiarato Berlusconi - Siamo aperti ad accettarle. Non sono assolutamente convinto di detenere la proposta migliore, visto che loro hanno una competenza nel settore che è assolutamente più elevata della mia. Ma se c’è qualcuno aperto al cambiamento quello sono io e non possiamo lasciare le cose così come stanno, la disoccupazione così com'è''.

In anticipo rispetto alle promesse fatte

''Siamo in anticipo rispetto a tutte le promesse fatte agli italiani, - ha ribadito il numero uno del centrodestra - qui ho il contratto stipulato con loro e al punto tre c’è scritto che avremmo aumentato le pensioni minime entro i prossimi cinque anni: bene, l’abbiamo fatto con un anticipo di quattro anni e mezzo''.

Berlusconi ha anche annunciato che d'ora in poi si presenterà in tv per ''comunicare ai cittadini, far conoscere loro il lavoro che sta realizzando il governo, metterli a conoscenza della realtà dei fatti''.

''È necessario comunicare il tanto lavoro fatto - ha sottolineato il premier - ci sono tante cose che i cittadini italiani non sanno''.

Nessuna cannonata

''Nessuno pensa di dare delle cannonate a una nave con dentro delle persone", ha poi affermato con tono deciso Berlusconi parlando del giro di vite sull’immigrazione e sottolineando allo stesso tempo "la necessità , almeno, di intimare l’alt e fare delle perquisizioni''.

''l’Italia non può accettare intere masse di immigrati, a mille per volta. Non è in grado di riceverle. Altrimenti tra poco - ha detto ancora il presidente del consiglio - saremo buttati fuori dal nostro Paese dall’arrivo massiccio dei clandestini''.

Berlusconi ha sottolineato come la questione possa farsi ''drammatica'', di fronte alle previsioni d'incremento della natalità nei Paesi poveri, fenomeno che si ripercuoterà soprattutto sull’Italia.

Berlusconi però ha anche fatto riferimento alle difficoltà di fare le ispezioni sulle navi che trasportano gli immigrati. ''Trasporti organizzati da bande criminali che approfittano di povera gente sfruttandola''.

Il premier ha quindi sottolineato la necessità di un diritto d'asilo applicabile ''a singoli o a esigue minoranzè'.