Oro prodotto artificialmente? Il materiale si comporta in modo identico al metallo prezioso ed è più economico.
Anche nel Medioevo, gli alchimisti cercarono di produrre oro artificialmente. Un team di scienziati dell'Accademia delle Scienze cinese si è avvicinato a questo obiettivo come nessuno ha mai fatto. I ricercatori hanno trasformato il rame economico in un materiale quasi identico all'oro.
Un lingotto di rame è stato bombardato in questo processo con un getto di argon caldo, caricato elettricamente. Le particelle hanno rilasciato atomi di rame, che si sono trasformate come un sottile strato di sabbia in un contenitore di raccolta.
Le indagini successive hanno rivelato che il materiale risultante si comportava in modo identico all'oro. Tuttavia, è impossibile produrre gioielli con questo tipo di oro perché la densità del materiale è ancora la stessa di quella del rame. Gli scienziati si aspettano che la loro scoperta trovi applicazione nella produzione di prodotti tecnologici come smartphone e che trovi anche applicazione nel mondo dell'oro vero.
Anche Maria Koifman Khristosov: X-Ray Diffraction Laboratory at Department of Materials Science and Engineering ha fatto fare un grande passo a questa scienza che trova posto nel 21esimo secolo. Sono scienziati israeliani, che hanno realizzato questo sogno in un laboratorio moderno.
Proprietà di questo oro, e significato che questa scoperta porterà nel prossimo futuro dell'umanità?
Gli scienziati del Technion-Israel Institute of Technology hanno raggiunto lo scopo.
La scoperta appartiene alla studentessa di dottorato Maria Koifman-Khristosov, che lavorava sotto la supervisione del Professore Boaz Pokroy. Il Technion-Israel Institute of Technology è tra i principali istituti educativi del paese, e può vantarsi di scoperte come la fibra ottica e quasicristalli.
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale