Diagnosi per l’analisi ed il restauro dei beni archeologici

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La definizione di metodi interdisciplinari di diagnosi costituisce uno strumento validissimo per la conoscenza ed il restauro dei materiali archeologici.

Le attrezzature presenti presso la sede di Lecce (diffrattometro a raggi X, porosimetro a mercurio, l’ESEM -Environmental Scanning Electronic Microscope-) sono utilizzate in particolare per la ricerca sui materiali lapidei e sulle cave di provenienza.

Anche la formazione si sviluppa nell’ambito del Progetto Dedalo, attivata dal PASTIS (Parco Scientifico Tecnologico Ionico Salento) con finanziamento MIUR in collaborazione con IBAM. Su questa base è in corso di attivazione la Scuola Internazionale di diagnostica per l’analisi ed il restauro dei beni archeologici.

A Catania, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Nucleare del Politecnico di Misurata, si applicano metodologie di attivazione neutronica, con apparecchiatura che utilizza una sorgente di neutroni Pu-Be, per la determinazione del contenuto in AG delle monete del tesoro di Misurata in Libya; in collaborazione con l’ITABC del CNR si sono invece utilizzate apparecchiature portatili come lo spettrometro per esami di fluorescenza X.