Due ricercatori dell’Università di Parigi VI, Basile Audoly e Sèbastien Neukirch, hanno risolto il mistero degli spaghetti. Il problema insoluto era: perché se si prendono quelli di un pacco e si spezzano, non si spezzano quasi mai a metà , ma in tre o quattro pezzi?
Il problema era stato posto anni fa dal premio Nobel Richard Feynman, che però, nonostante l’aiuto del suo amico Daniel Hillis, espero di informatica, non era riuscito a risolverlo.
La ricerca degli scienziati francesi, pubblicata sulla rivista Physical Review Letters, spiega che il segreto consiste nelle onde flessionali, che si trasmettono lungo gli spaghetti quando li si spezza, e che Feynman probabilmente non aveva considerato.
Per arrivare a questa conclusione, i due ricercatori hanno effettuato 25 esperimenti su spaghetti di vario diametro, scattando 1000 foto al secondo. Il video dell’esperimento è disponibile sul sito www.lmm.jussieu.fr/spaghetti.
Lo studio non è così frivolo come potrebbe sembrare: infatti le stesse tecniche si rivelano utili in molti altri campi, come la costruzione di ponti e grattacieli.
Physical Review Letters / Lanci
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