INGENIUM IN GENUA: La migliore facoltà d’ingegneria d’Italia

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Grande successo quest’anno della Facoltà d’Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova cui va la palma di miglior Facoltà d’Ingegneria d’Italia secondo il CENSIS che l’aveva sempre tenuta nella cosiddetta “Short List” e, dunque ai primissimi posti.

Il Preside, Professor Gianni Vernazza, non tiene per se tutto il merito e spiega che si tratta di un risultato con radici storiche lontane (anche di dieci anni in dietro), e frutto del gioco di squadra che ha coinvolto l’intera facoltà (oltre alla Presidenza il personale docente, quello tecnico amministrativo e le rappresentanze studentesche) che conta 5500 studenti iscritti divisi in 13 corsi (di cui 9 a Genova, 2 a Savona e 2 a La Spezia), 900 laureati annui (intendendo triennio e specializzazione) e 60 dottori di ricerca in media all’anno (di cui ogni anno si pubblica l’annuario).

Lo studente al centro dell’organizzazione e della didattica: è questo probabilmente il segreto del successo della Facoltà il cui Preside si domanda retoricamente anche “se non avessimo studenti cosa ci staremmo a fare?”; lo studente è seguito nella sua carriera passo passo anche attraverso una figura apposita, quella del manager didattico. Oltre a questo numerosi punti qualificanti hanno senz’altro contribuito al conseguimento di questo importante riconoscimento, a cominciare dalla collaborazione “sempre più stretta” con l’industria. Il Professor Vernazza giudica il legame con l’industria addirittura “fondamentale”. Un legame che si concretizza in due modi: non solo con le partnership tecniche (possiamo citare in questo campo nomi del calibro di Rolls Royce e Siemens), ma anche come punto di docenza portando in aula, attraverso le industrie, quelle competenze ed esperienze che non si avrebbero altrimenti in Università . Tutto questo accompagnato con i laboratori di ricerca congiunti e con i rapporti con la Scuola Superiore ICT del Professor Serpico e con Assoindustria, oltre che con lo strumento dell’internazionalizzazione consistenti in accordi quadro per il rilascio di doppio titolo ed in corsi in lingua inglese.

Ma il riconoscimento di prima facoltà di Ingegneria in Italia, sottolinea il Professor Vernazza, non è sinonimo di perfezione. A fronte di molte luci ci sono anche alcune ombre. Lo spazio innanzitutto, solo all’apparenza vasto, e comunque frammentato (tre le sedi dei corsi della Facoltà di Ingegneria nella sola città di Genova ). Ma anche l’occupazione post-laurea: se è vero che il 93.8% degli Ingegneri laureati a Genova trova lavoro nei primi sei mesi dopo la laurea (dato per altro in aumento rispetto all’anno scorso), è altrettanto vero che il 30% deve andare fuori dalla regione Liguria per lavorare, come è vero che gli ingegneri, in linea generale, hanno buona possibilità di lavorare ma sono poco pagati.
Sul piano nazionale, per altro ci sono due grossi nodi ancora irrisolti legati al nuovo ordinamento: è ancora ignoto il profilo di mercato delle lauree triennali come vi possono essere delle problematiche con la triennale per quanto attiene l’iscrizione all’Ordine Professionale degli Ingegneri.

Ci si deve sempre migliorare, e la Facoltà lo sta facendo sia sotto l’aspetto delle strutture che sotto l’aspetto della didattica. A Settembre partiranno i lavori delle facciate Nord e Sud di Villa Cambiaso ed i lavori per la realizzazione di un bar interno alla villa che ospita sempre anche numerosi eventi. E si stringono le collaborazioni con le altre Facoltà . “Un buon Ingegnere " evidenzia il Preside " ha bisogno di conoscenze economiche ed architettoniche (design), ed in futuro avrà sempre più bisogno anche di conoscenze giuridiche (materie giuridiche inerenti la responsabilità )”. Con la Facoltà di Architettura in particolare, la Facoltà di Albaro porta avanti iniziative legate soprattutto al polo spezzino (ingegneria nautica e design navale e nautico). La speranza è anche quella di rafforzare la presenza nel savonese per continuare la politica di decentramento che mira a portare fuori Genova iniziative non presenti nella sede del capoluogo ligure.

Tra gli eventi ospitati da Villa Cambiaso, fiore all’occhiello della Facoltà di Ingegneria, quest’anno vi sono state parecchie Lauree Honoris Causa date a personalità di esteemo spicco nazionale, internazionale e locali perché, come dice il numero uno della Facoltà numero uno, “quanto più noi come Università siamo parte del Sistema Paese quanto più credo sia corretto fidelizzare verso l’Italia, e questi riconoscimenti sono un modo estremamente importante”. Particolarità delle Lauree Honoris Causa della Facoltà Albarina il coinvolgimento degli studenti attraverso i loro gruppi: per tutti i laureati il Dogatum Genuense (Supremo Ordine Goliardico Ligure) che consegna anche la Feluca Honoris Causa, per Riccardo Garrone (ultimo laureato Honoris Causa), anche il Sampdoria Club Ingegneria, sempre nell’ottica di porre lo studente al centro.

Studente a cui va un consiglio pressante del Preside: “Andate in Erasmus, da tre a sei mesi all’estero fanno senz’altro bene ed è un elemento in più molto importante oltre allo stage di due mesi che si organizza da noi e che forse le industrie vorrebbero più lungo”.

Nuovi eventi ancora attenderanno, comunque, la nobile villa degli ingegneri, e c’è da stare sicuri che altri riconoscimenti attenderanno in futuro la loro facoltà genovese che, con la determinazione a migliorarsi sempre di più, da numero uno sta avvicinandosi alla perfezione.

Francesco Ristori