UAI - Astrofili e ufologi: facciamo chiarezza

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l’UAI desidera evidenziare una volta per tutte, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la linea di demarcazione che esiste tra chi si diletta a perseguire le fantasiose storie ufologiche di avvistamenti e di contatti con esseri extraterrestri e chi invece dà alla parola UFO ("Unidentified Flying Objects") il significato corretto, associandolo ad oggetti volanti come velivoli, palloni sonda, rottami spaziali in rientro nell’atmosfera o anche a fenomeni naturali dalle cause non sempre ancora del tutto chiare alla Scienza.
Si parla di UFO da decenni oramai, anche in Italia diversi gruppi esistono da tempo al fine di raccogliere esperienze su tali avvistamenti, tuttavia abbiamo spesso riscontrato in tali gruppi un comportamento atto ad individuare con molta troppa facilità una componente extraterrestre in molti dei presunti avvistamenti. Senza contare le innumerevoli testimonanze a dir poco assurde che parlano di incontri ravvicinati con astronavi (o peggio ancora con alieni), di rapimenti, di "innesti", o ancora fenomeni dal nome inquietante come i "feti fantasma". Oggi, in una società mediatica che purtroppo dà sempre più spazio ad informazioni prive di basi scientifiche e spesso volutamente avvolte nel mistero, c’è una gran varietà di notizie sensazionalistiche a tema extraterrestre che attirano l’attenzione di molti.

Spesso è accaduto che notizie o programmi dedicati agli UFO abbiano perseguito l’unico scopo di innalzare gli indici d'ascolto a scapito di una corretta informazione scientifica sull’argomento. Grazie alla spettacolarità con cui spesso vengono diffuse tali notizie, non è infrequente che venga alimentata la credulità in un pubblico di curiosi.

In questo contesto mediatico gioca un ruolo chiave l’UAI che, come già in passato ed ancor più oggi, contribuisce in prima linea ad una corretta e completa informazione scientifica sull’astronomia e sulle discipline collegate. In merito all’ufologia l’UAI ha sempre assunto una posizione molto critica laddove per UFO si intendesse un fenomeno di presunta natura extraterrestre. In quest'ottica razionale l’ufologia non può essere considerata una Scienza ma semmai solo un'attività osservativa e di monitoraggio. Appare quindi netta la distinzione tra l’ufologia e lo studio degli "Unidentified Flying Objects". Un esempio che vale per tutti è l’ormai celebre caso delle "luci di Hessdalen", che riguarda gli avvistamenti di oggetti luminosi in una vallata norvegese Hessdalen. Tali fenomeni, le cui cause non sono state ancora del tutto chiarite scientificamente, sono tutt'oggi allo studio attento di ricercatori di fama internazionale. Ciò non significa che siamo in presenza di omini verdi venuti da chissà quale pianeta lontano!

Riteniamo infine che sia importante fare chiarezza sgombrando ogni forma di dubbio sulla netta differenza che sussiste tra la frequente ufologia propostaci dai sistemi mediatici ed ambiti scientifici seri che negli ultimi anni stanno emergendo come ad esempio la ricerca SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) o la ricerca di pianeti extrasolari. Il progetto SETI è stato il primo tentativo storico fatto dall’umanità per cercare di scoprire se, oltre noi, c'e qualcun altro nell’Universo. Il SETI ci ha prospettato la possibilità di poter un giorno ricevere da lontano dei segnali artificiali, provenienti da altre civiltà attraverso la ricezione e lo studio delle onde radio.. La ricerca di pianeti extrasolari, oggi potenzialmente possibile anche da parte di alcuni astrofili ben organizzati, ha già consentito di individuare molte decine di pianeti esterni al nostro sistema solare.

Tali ricerche non sono in alcun modo da mettere in collegamento con l’ufologia dagli "incontri ravvicinati" e che l’UAI e tutto il mondo scientifico ritengono essere pure fantasie non suffragate da alcun fatto certo.

l’UAI desidera quindi allontanare definitivamente e perentoriamente qualsiasi ipotesi di collaborazione immaginata ultimamente dal mondo degli ufologi.

Roma, 5 Giugno 2005

Unione Astrofili Italiani
Il Consiglio Direttivo