La visualizzazione dell’adattamento del cuore alla microgravità attraverso un esame ecocardiografico tridimensionale. La sperimentazione è avvenuta per la prima volta al mondo nell’ambito della campagna di voli parabolici eseguita dai ricercatori del Dipartimento di Medicina Aerospaziale dell’Universitè Bordeaux 2 in collaborazione con il Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano ed il Noninvasive Cardiac Imaging Laboratory della University of Chicago.
Durante l’esperimento, a bordo di un aereo opportunamente pilotato per ottenere circa 24 secondi di assenza di gravità , preceduti e seguiti da circa 20 secondi di gravità raddoppiata, una sonda ecocardiografica tridimensionale di nuova concezione, messa a disposizione dalla Philips Medical System, è stata appoggiata sul torace di un volontario. Si è potuto così ottenere in modo non invasivo ed in tempo reale le immagini tridimensionali del cuore al fine di visualizzare le sue modificazioni al variare della gravità .
Tale protocollo di ricerca ha permesso di verificare da un lato la fattibilità dell’esame ecocardiografico tridimensionale anche in assenza di gravità , e dall’altro di quantificare i cambiamenti delle dimensioni del cuore al variare della gravità .
Infatti, con la completa assenza di gravità (fase di microgravità ), grazie alle potenzialità offerte dalla nuova sonda tridimensionale, i ricercatori hanno potuto osservare una notevole dilatazione sia dell’atrio che del ventricolo sinistro del cuore. In fase di gravità raddoppiata (ipergravità ), invece, le dimensioni di tali camere cardiache si riducono, in funzione del minor ritorno venoso al cuore.
L’esperimento effettuato rappresenta la concretizzazione di un progetto di ricerca comune, portato avanti per il Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano da Enrico Caiani (qualificato tra i 3 finalisti alle selezioni dell’Agenzia spaziale italiana per un candidato astronauta da inserire nel Corpo Astronauti Europeo), iniziato nel 2001 ed avente come scopo lo studio non invasivo delle modificazioni del sistema cardiovascolare tramite tecniche di analisi dei segnali e delle immagini. La tecnologia utilizzata potrebbe consentire di studiare dal punto di vista fisiologico cosa accade al cuore degli astronauti nelle varie fasi della loro permanenza in orbita. Inoltre, lo studio sulle reazioni del cuore di soggetti normali in seguito alla dilatazione indotta dalla microgravità potrebbe rappresentare un interessante modello sperimentale per confrontare cosa invece non funziona più in un cuore patologico dilatato.
Politecnico di Milano / Lanci
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