Se funzionasse potrebbe rappresentare una rivoluzione per i voli spaziali. Parliamo di un sistema che prevede di usare un cavo per mandare i satelliti in orbita.
Il sistema, studiato da un gruppo di ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics guidati dall’italiano Enrico Lorenzini, si basa su due fasi. La prima prevede l’inserimento dei satelliti presenti nell’orbita bassa in un'orbita alta usando un cavo di circa 100 chilometri che ruota sotto una massa orbitante. Al capo inferiore del cavo, è collocato una sorta di uncino che afferra il satellite.
Il cavo oscilla a questo punto verso l’orbita più alta, e una volta raggiunta, il satellite viene rilasciato nella nuova posizione.
Il movimento però fa diminuire l’orbita del sistema con il cavo. A questo punto entra in gioco la seconda fase: una fonte di energia nella massa orbitante lascia fluire corrente elettrica lungo il cavo. La forza risultante dal movimento del sistema nel campo magnetico terrestre e dalla corrente respinge sull’orbita di partenza l’intero sistema.
Per studiare una possibile applicazione, la Nasa ha deciso di finanziare le ricerche di Lorenzini con 4 milioni di dollari. l’obiettivo è realizzare una dimostrazione non più tardi del 2010.
Fonte: Lanci Nature Science Update
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