Si può vivere per sempre?

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LA VITA può continuare all’infinito. Alcuni fisici statunitensi sono giunti alla confortante conclusione che l’accelerazione ed espansione dell’Universo non implicano necessariamente l’estinzione della vita in un lontano futuro, come alcuni avevano dichiarato. Se l’universo accelera nel giusto modo «la vita può andare avanti all’infinito», sostengono Katherine Freese dell’Università del Michigan e William Kinney della Columbia University di New York. In realtà non sappiamo se il nostro è il “modo giusto” di vivere, quindi uno scenario apocalittico è ancora possibile, ma almeno c’è una speranza.

L’accelerazione dell’Universo limita la quantità di energia disponibile per le forme di vita, perché le varie zone si allontanano troppo tra loro per essere raggiunte da organismi obbligati a viaggiare a velocità inferiori a quella della luce. Per ovviare a questa limitatezza delle risorse energetiche, gli organismi possono consumare energia più lentamente, rallentando il proprio metabolismo. In linea di principio la vita può diventare lenta quanto si vuole, quindi l’esistenza potrebbe protrarsi all’infinito. Ma c’è un problema. Per sostenere qualsiasi tipo di metabolismo " in altre parole, per fare qualsiasi cosa " l’organismo deve disperdere calore. Questo può avvenire solo se la sua temperatura è superiore a quella dell’ambiente circostante, perché il calore fluisce solo dal caldo al freddo. Un organismo con una temperatura inferiore a quella dell’ambiente in cui vive sarebbe destinato a consumarsi velocemente.

Esiste un limite alle possibilità di raffreddamento dell’Universo in accelerazione. Se la vita rallenta i suoi ritmi per conservare energia, anche la sua temperatura diminuirà . A un certo punto questo abbassamento toccherà il limite e l’organismo non sarà più in grado di disperdere calore. Freese e Kinney sostengono che tale limite della temperatura dovrebbe essere fissato, ma potrebbe anche decrescere nel corso del tempo. Tutto dipende dai motivi per cui l’Universo sta accelerando.

La paura della costante

Una delle possibili ragioni dell’espansione dell’Universo è che lo spazio vuoto esercita una pressione che contrasta con la forza di gravità . Questa pressione viene quantificata dalla cosiddetta costante cosmologica, introdotta da Einstein nella sua equazione della relatività , che descrive la struttura dello spazio e del tempo. La costante cosmologica determina nell’universo delle radiazioni di fondo. Alcuni credono che proprio questo vuoto di calore possa compromettere la sopravvivenza delle forme di vita dal metabolismo troppo lento. Freese e Kinney, però, pensano che due spiegazioni alternative dell’accelerazione dell’universo in espansione " la quintessenza e l’espansione cardassiana " possano lasciare maggiore spazio alla speranza. Il modello della quintessenza implica un vuoto di energia simile a quello prodotto dalla costante cosmologica. Ma significativamente, tale energia, insieme alla temperatura di fondo, diminuisce col tempo. Lo stesso vale per l’espansione cardassiana.

Questo vorrebbe dire che una forma di vita può plausibilmente rallentare il proprio metabolismo per evitare di disperdere energia, ma allo stesso tempo reggere il passo del raffreddamento dell’Universo in modo da poter sempre irradiare il proprio calore in un ambiente a temperatura inferiore alla propria. Comunque, anche se si scoprisse che l’Universo è effettivamente regolato dalla costante cosmologica, Freese e Kinney non sono disposti a perdere la speranza. Un giorno, essi immaginano, saremo in grado di sintetizzare un nuovo Universo in laboratorio, di provocare un Big Bang e di trasferirci in questo nuovo mondo, abbandonando l’Universo attuale come una causa ormai persa.

-© Nature