Due tunisini arrestati durante una ’’direttissima’’ in tribunale

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Bologna - Comando Provinciale di Bologna - Per i due ladri tunisini arrestati dal Nucleo Radiomobile di Bologna il 13 luglio, Z.A. 23enne e A.A. 24enne entrambi clandestini e pregiudicati, la sorte non è stata favorevole. Infatti nel corso della direttissima che si è tenuta nella mattinata di ieri, durante la quale i due dovevano rispondere del raid predatorio commesso nel pomeriggio precedente e per il quale sono stati condannati al divieto di dimora nel Comune di Bologna, ne veniva disposta l’immediata liberazione.

Ma, nel contempo procedevano le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro relative ad una violenta rapina verificatasi il verso le ore 17.30 del 13 luglio, durante la quale uno studente cinese di 21 anni, domiciliato in città, era stato avvicinato da due individui che dopo avergli puntato al collo un coltello si erano impossessati del suo notebook e del telefono cellulare dandosi alla fuga per le vie limitrofe.

Ricevuta la denuncia, i Carabinieri della Compagnia Bologna Centro addetti al team incaricato di prevenire e investigare sui “reati predatori“ hanno avviato le indagini.
Acquisite le immagini del sistema di videosorveglianza che copre la zona e individuati i fotogrammi relativi alla rapina avevano infatti un elemento concreto da ricercare che si affiancava alla descrizione fornita dalla vittima. In tale contesto uno dei militari, che si trovava in Tribunale per un altro processo ma, per “deformazione professionale“, non tracurava di dare un’occhiata a quello che accadeva nelle aule di udienza, ha rilevato una considerevole somiglianza tra i predetti arrestati, la descrizione degli autori della rapina, fornita dalla vittima ed i soggetti ritratti nei fotogrammi.

Le immediate verifiche hanno permesso di incrociare tutti gli elementi disponibili per poter affermare con certezza che i due erano anche gli autori della rapina per cui si indagava, peraltro riconosciuti senza alcun dubbio nel senso dalla parte offesa.
Successivamente, uno dei malviventi, preso atto delle prove emerse a loro carico, ha ritenuto di rendere ampia confessione ammettendo le loro ulteriori responsabilità criminali, consentendo altresì il recupero della refurtiva e di una ulteriore borsa, che è risultata essere oggetto di furto, commesso dai due sempre il 13 luglio ai danni di un 37enne, che al momento non aveva ancora formalizzato la denuncia. Così entrambi sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, e per loro si sono aperte le porte del carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.