Battisti: De Corato - fratello di Campagna mi ha scritto a nome della famiglia

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Milano - "Con una lettera il fratello del poliziotto Andrea Campagna mi ha espressamente ringraziato a nome di tutta la sua famiglia per le posizioni prese sulla vicenda di Cesare Battisti tenuto in villeggiatura presso un carcere del Brasile. Ed ha manifestato apprezzamento per il Comune di Milano che si è impegnato notevolmente per rendere memoria del terrorismo ponendo lapidi e dedicando giardini pubblici ai nostri famigliari”.

Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che oggi ha ricevuto una lettera da parte del fratello del poliziotto Andrea Campagna.

"Mi spiace – continua così la lettera inviata a De Corato - per il nostro Paese e per il nostro Stato di Diritto che, se non riuscirà ad ottenere lestradizione come sarebbe giusto che sia, perderebbe unoccasione per far capire agli altri Stati che lItalia è uno dei paesi più garantisti al mondo riguardo la Giustizia e che al sig. Battisti ha dato 3 gradi di giudizio nei quali a tutti è risultato colpevole. Non ultimo anche i suoi compari di merenda gli hanno ricordato di prendersi le sue responsabilità riguardo i quattro omicidi, ma questo personaggio, continua a far credere le sue bugie come verità assolute. So per certo – si sottolinea nella lettera - che la maggior parte dei cittadini brasiliani sono contrari alla soluzione del loro ex Presidente ma, purtroppo, quando si ha a che fare con persone che anziché leggere gli atti giudiziari preferiscono sentire solo le voci degli amici di questa losca figura, il risultato finale è quello che è sotto gli occhi di tutti ormai da 3 anni”.

"Sono unautentica vergogna le scritte apparse sul muro della scuola di via Brunacci che inneggiano alla libertà di Cesare Battisti e oltraggiano la morte dellalpino Matteo Miotto in Afghanistan – commenta inoltre De Corato le scritte apparse sulla scuola di via Brunacci -. Un gesto sul quale auspico vengano attivate presto le opportune indagini. E che dimostra come a Milano esista unenclave, composta da centri sociali, no-global e antagonisti, che non perde occasione, se pur a parole, per simpatizzare e supportare i protagonisti del terrorismo rosso, vecchio e nuovo”.

"Milano non è nuova a certi episodi – aggiunge De Corato –. Ricordo solo linvito a Renato Curcio al Cox e al Vittoria, centro sociale cui tra laltro apparteneva il writer responsabile della scritta ‘Israele assassina in piazza San Babila. E ricordo linvito allex terrorista della Banda Baader-Meinhof alla Panetteria occupata, luogo frequentato anche dai presunti brigatisti Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio, poi arrestati. Per non parlare della solidarietà espressa dal centro sociale Vittoria verso i compagni arrestati nellambito dellinchiesta sulle nuove Br”.

"A Milano – aggiunge De Corato – centri sociali no global e anarco-insurrezionalisti godono ancora di troppe zone franche. Ricordo che per 5 dei 13 stabili occupati abusivamente dai centri sociali ci sono decreti di rilascio del Tribunale che stabiliscono lo sfratto dagli immobili. E gli ufficiali giudiziari vanno avanti indietro in quanto privi di forza pubblica”.