Roma - Le quattro persone arrestate dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, che agivano tra il Lazio, l’Abruzzo e la Toscana, sono tre donne di 27, 28 e 29 anni e un uomo di 36 anni, tutti romeni domiciliati presso il campo nomadi “Candoni“ di Roma. Le indagini dei Carabinieri che hanno portato anche all’individuazione di altri sei indagati, per ora irreperibili, sono partite da uno degli ultimi colpi messi a segno dalla banda, in una farmacia a Roma, in via di Macchia Saponara.
Rilevante importanza per l’attività investigativa hanno assunto sia le immagini a circuito chiuso degli esercizi derubati, che hanno consentito di individuare il mezzo solitamente utilizzato dalla banda per la realizzazione dei furti sia le testimonianze fornite dalle vittime che hanno aiutato i militari nella ricostruzione del “modus operandi“: giunti nei pressi dell’obiettivo, scendevano tutti contemporaneamente da una “monovolume“ e dopo avere fatto irruzione nell’esercizio attiravano l’attenzione degli addetti alle vendite, mentre uno di loro, già designato dalla banda, penetrava nei retrobottega, o nei magazzini portando via denaro e vari oggetti di valore per poi allontanarsi nuovamente tutti insieme. Solo in un secondo momento i titolari delle farmacie o delle tabaccherie derubate realizzavano quanto era capitato.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, grazie ad un certosino lavoro di indagine, raccogliendo le testimonianze dei dipendenti e le immagini delle telecamere a circuito chiuso dei vari esercizi commerciali colpiti dalla banda hanno messo insieme tutti i tasselli che hanno consentito di scoprirli. Colpi sono stati messi a segno in varie zone di Roma, a Guidonia, in provincia di Arezzo, in provincia di Frosinone, in provincia di Teramo.
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